Treviso la città d’acqua

Prima di visitare questa bellissima cittadina veneta, ti voglio dare delle informazioni che te la faranno apprezzare ancora di più. Eccoti allora la Treviso la città d’acqua.

La storia della città di Treviso affonda le sue radici in un’epoca lontana. Nacque col nome di Tarvisium nel I° sec. a.C, come municipio romano.

Successivamente Augusto la incorporò nella Decima Regione Italica, fino a quando l’Impero Romano divenne preda dei barbari.

Malauguratamente, anche Treviso fu depredata e saccheggiata dai Goti di Teodorico, che se ne impossessarono definitivamente.

Qualche tempo dopo, nel 568, Treviso arrivò ad avere un nuovo Re, Alboino, che con clemenza decise di risparmiarla, designando un Duca e un presidio di Longobardi.

Il Re venne poi sconfitto da Carlo Magno: Treviso, sotto il potere e la tutela del famoso imperatore, divenne una delle città più importanti, sede della Zecca d’Italia.

Con la dieta di Alemagna, Carlo il Grosso fu deposto e gli succedette Berengario, duca del Friuli e Ottone I. Questi si fece incoronare re di tutta la penisola nel 961.

Nel 1164 Federico Barbarossa confermò i privilegi e la giurisdizione dei consoli, ma la città aderì alla Lega Veneta e a quella Lombarda, adottando una politica antimperiale.

Dopo la vittoria nella battaglia di Legnano, Treviso si espanse ai danni dei feudatari Da Camino e dei Vescovi di Conegliano.

Ezzelino e Alberico da Romano iniziarono il loro governo tirannico intorno al 1127. Con la morte di quest’ultimo Treviso ritornò al libero Comune.

Il 1339 segnò una data significativa per la città: gli Scaligeri cedettero Treviso ai Veneziani.

Dopo essere stati assoggettati da Leopoldo d’Austria e dalla famiglia dei Da Carrara, i trevigiani ritornarono sotto il dominio veneziano.

Quando la Serenissima cadde, la provincia passò nelle mani degli austriaci, e vi rimase (eccetto qualche interruzione) fino al 15 luglio 1866, durante la III guerra d’Indipendenza italiana.

I canali di Treviso

Il corso d’acqua principale di Treviso è il Botteniga. Parte da quando attraversa il Ponte de Pria dividendosi in due rami che costeggiano le mura della città per immettersi nel fiume Sile.

Il canale dei Buranelli, per i trevigiani “Cagnan Medio”, impreziosisce il bellissimo centro storico. Si può ammirare un edificio del Cinquecento, dimora di illustri commercianti di Burano.

Un altro corso d’acqua degno di nota è quello del Canale della Roggia, che ha dato il nome anche alla via che percorre la parte occidentale dell’area.

Questo attraversa la zona nei pressi di Piazza Duomo e di Piazza Borsa, per poi confluire nel Sile. Sembra di trovarsi in una magica dimensione antica, dove la freschezza delle limpide acque sposa quella del cielo.

Canali suggestivi, ma non solo…

Nelle vicinanze del Siletto, invece, vi è il Canale delle Scorzerie, il cui nome deriva dalle diverse concerie che vi si stabilirono in passato.

Concludono il tour il Ponte dell’Università, in legno d’acero, e il Ponte Dante, sulla riva sinistra del fiume (veniva anche chiamato ponte impossibile, perché crollava di continuo!).

Oltre ai canali, però, Treviso vanta anche trentatré bellissime fontane, simbolo del fantastico e intimo rapporto che la città possiede con l’elemento naturale dell’acqua.

Fazio degli Uberti, famoso poeta, decantava la bellezza delle chiare fontane di Treviso ed il piacer d’amor che quivi è fino.

Anche il religiosissimo Abate Bailo, nella propria guida della città del 1872, non ha resistito all’irrefrenabile impulso di lodare queste magnifiche acque, tanto che scrisse: quest’acque meritano che il forestier le gusti, né si dirà di conoscere Treviso, se non si sono gustate le sue acque.

Natura e opera dell’uomo (e soprattutto la Grande Storia) hanno fatto di Treviso una piccola perla del Veneto, che vale la pena ammirare e preservare  e godere.

Rina Volpato

( fonte italiani.it )