I comportamenti che “mangiano” il cervello

Rabbia, risentimento, aggressività e apatia sono solo alcuni dei comportamenti che “mangiano” il cervello. 

Un malessere fisico diffuso porta delle disfunzioni mentali. In pratica per supportare il peso di stati d’animo negativi, il cervello fatica più di una mente lucida e serena.

Se è vero che il nostro cervello, stimolato da continue novità, resta attivo e in salute, è vero esattamente il contrario.

Quando si vive costantemente un malessere, si è arrabbiati ogni giorno, non si trova mai pace, la mente si “restringe” e si annidano convinzioni e certezze del sé fuorvianti e dannose.

Ogni abitudine è una cattiva abitudine per questo sarebbe necessario permetterci il lusso di sperimentare esperienze nuove, fare quello scatto mentale per rinascere.

Il cervello ha una caratteristica stupenda: si modifica.

Quando fai un’esperienza si creano dei collegamenti tra i neuroni, le sinapsi formano una rete attraversata da correnti elettriche e da molecole. Pensi che 4 milioni di chilometri di connessioni restino esattamente allo stesso posto per tutta la vita?

Allora se impariamo a modificare i comportamenti che “mangiano” il cervello che cosa succede?

Che cambiamo noi, i nostri bisogni e i nostri pensieri.

E’ necessario ridurre al minimo le tante routine che, nascono come una necessità perché alcune ci danno sollievo, ma poi, se non le cambiamo, diventano catene.

Per esempio, se ci arrabbiamo perché il telefono suona sempre durante il pranzo, basterà spegnerlo e concedersi una pausa meritata.

Se scateni l’inferno ogni volta che tuo figlio ti risponde male e ti manca di rispetto, prova a pensare come ti comporti tu con lui, le parole che utilizzi e i comportamenti che offri come esempio.

Se il tuo cervello si impadronisce delle tue emozioni, se esplode sempre per lo stesso motivo, fermati, c’è qualcosa da comprendere in te.

Uscire dai comportamenti di apatia si può fare, con la giusta misura, allenandosi a sperimentare cose nuove e ad apprendere conoscenze.

Pensa quanto sarebbe faticoso se quell’abitudine diventasse dipendenza.

Come chi è schiavo della droga, del gioco d’azzardo o dell’alcol si procura costante godimento incastrato in una ripetizione automatica, così adottando sempre lo stesso cliché comportamentale ci rendiamo tiranni di noi stessi.

Sei stanco di come ti approcci alla vita? Allora sei capitato nella pagina giusta.

Sono anni che studio un percorso di terapia basato sul “giocare seriamente”, che sperimenti nuove attitudini e che ti obblighi a uscire dalla tua zona comfort.

Quello che ti propongo è una settimana in Psicofarm. Il percorso si chiama Royal Experience, approfondisci cliccando sul nome.

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Non fermarti a pensare che sono gli altri a essere sbagliati, pensa a te e goditi questa esperienza nuova insieme a noi.

Elena Santomartino

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